12 gennaio, precari in piazza. MIDA: perché essere in Piazza, davanti il MIUR, ancora una volta ed in tanti?

di
ipsef

Mida precari – Perché essere in Piazza, davanti il MIUR, ancora una volta ed in tanti? Perché continuare a rivendicare un diritto che ci è stato negato, giusto ad un passo dalla sua attuazione ?

Mida precari – Perché essere in Piazza, davanti il MIUR, ancora una volta ed in tanti? Perché continuare a rivendicare un diritto che ci è stato negato, giusto ad un passo dalla sua attuazione ?

Perché seguire una battaglia che, nel caso dei DM ha dalla propria anche le vittorie di alcuni ricorsi e che sembra quasi volontariamente essere messa da parte, offuscata e sminuita? Perché ostinarsi a qualsiasi forma di dialogo con le parti al governo nonostante le offese, le umiliazioni e lo scherno di cui siamo stati protagonisti da parte di alcuni “politicanti”nel corso di questi mesi ? Ebbene, una risposta a questo che sembra essere un gioco dei perché c’è ed è ben chiaro nelle menti di ognuno di noi. Parte dai principi su cui si basa la nostra professione: il senso di merito che è alla base del senso di giustizia.

Se io do PER MERITO qualcosa a qualcuno, il senso di giustizia farà in modo che tutto scorra secondo i dettami dell’equità e che nessuno subisca torto. Allo stesso modo, se il Governo attuale avesse voluto essere equo, meritocratico e giusto avrebbe dato agli abilitati, costretti all’interno delle graduatorie d’istituto, il posto che gli spetta di diritto e cioè l’ingresso nelle Graduatorie ad esaurimento. Lo smacco subito dall’intelletto di noi tutti è quello di averci cambiato di nome, pur esiliandoci in una graduatoria da cui mungere soldi per ricorsi, corsi di aggiornamenti e corsi di preparazione ad un concorso in cui se non si cade per lo sbarramento iniziale, si cadrà per quello posto alla fine (il famoso tetto di idoneità al 10%). Le aspettative di tutti coloro che hanno seguito dei corsi abilitanti sono state infrante da una realtà paradossale: siamo abilitati di serie b per anno di conseguimento, per sigla di abilitazione, perché senza tirocinio (pur essendo a servizio con nomina dello Stato Italiano, continuativamente e anche per più di 10 anni) eppure lo siamo per la quota di partecipazione, a questo punto estortaci senza batter ciglio. Quota ambita per contribuire ad una delle tante finanziarie, evidentemente! La mancata abrogazione della legge Fioroni ci tiene VOLUTAMENTE fuori dalle GAE e dal piano di assunzioni.

E se non bastasse questo, la legge Fornero, che VOLUTAMENTE non è stata ancora abrogata, strangolerà anni e anni di passione per raggiungere le competenze meritevoli di questo lavoro ma non comprese nel loro valore dalla nostra classe politica. Tutto questo per dire che è tutta questione di mancata competenza e di mancata volontà politica nell’asservire a ciò di cui i cittadini/elettori hanno bisogno. Contro tutto questo sfacelo,contro l’errore e l’ignoranza stupida che ci vorrebbe succubi ed asserviti, noi iniziamo, ancora una volta, l’anno gridando le nostre ragioni. Noi siamo per indole e per professione abituati a far capire gli errori e a farli correggere; a muoverci secondo le leggi e per giustizia. Questo lo insegniamo perché studiando per anni lo abbiamo appreso! Chiediamo che si cambi rotta: che ci sia l’umiltà e la grandezza politica del correggere l’obbrobriosità generata: abbiamo subito offese ed esilii; siamo stati costretti a vedere assunzioni di colleghi che, il più delle volte, hanno riconosciuto l’ingiustizia subita da noi II fascia GI. Uno svuotamento delle GAE assurdo, fino all’ “ultimo miracolato” (chi rientrato dall’estero; chi ha abbandonato l’ufficio in cui era relegato per anni); l’assurdità della fase c con colleghi letteralmente ancora a spasso per i corridoi, che non saprebbero tenere le classi e che eppure oramai sono di ruolo; questo miserevole balletto del concorso “così o pomì” che da Novembre è slittato a Gennaio.

Tutto ciò è inconcepibile! Basterebbe il rispetto delle regole della Comunità europea e dei responsi della Corte di giustizia europea; basterebbe il rispetto di un titolo abilitante e quindi di un diritto acquisito: il nostro inserimento a pettine, previo concorso per soli titoli all’interno delle graduatorie ad esaurimento . Senza concorsi deleteri anche alla casse dello Stato e soprattutto di noi contribuenti; utilizzare semmai quei soldi per nuovi corsi abilitanti che sanino la situazione in cui versano i colleghi rimasti anche solo per pochi punti all’interno della terza fascia gi. 6192Quanto ancora ci volete tenere parcheggiati sui libri? Il momento di contribuire al miglioramento del nostro Paese è ora, e noi lo pretendiamo, avendo tutte le carte in regola per metterlo in atto! Siamo forti e giusti se non siamo soli ed è per questo che saremo tutti in piazza martedì 12 Gennaio! Tiziana Mazzeo coordinatrice MIDA PRECARI

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